Federico Garelli, nato a Mondovì (da famiglia originaria di Villanova Mondovì) nel 1827, fu uno dei commediografi che più contribuirono alla nascita ed al successo del  teatro piemontese della seconda metà dell’Ottocento. Il padre, amministratore di una grande famiglia, l’avrebbe voluto dottore, ma Garelli, temperamento vivace, appassionato filodrammatico, innamorato dell’arte,abbandonati presto gli studi medici per frequentare gli ambienti letterari di Torino, scrisse drammoni romantici in lingua italiana, applauditissimi (Un grand’uomo di provincia, I misteri di Torino, ecc.) . Nel 1848 entrò nell’amministrazione statale, come stenografo alla Camera Subalpina, la seguì nel ’65 a Firenze, e , dopo il ’70, a Roma. Si sposò nel 1851, ma, rimasto presto vedovo, nel ’59 convolò a nuove nozze con un’ attrice dalla quale, dopo lunghi dissensi, si divise nel ’69, per lasciarla libera al teatro. Per la Cichin-a ‘d Moncalé  (tratta dalla France- sca di Rimini di Silvio Pellico, prima delle opere messe in scena, nel 1859, dalla gloriosa compagnia di Giovanni Toselli e con la quale si è soliti dare inizio alla storia del teatro piemontese) diede di certo aiuti e consigli per la stesura del copione e la messa in scena, per poi scrivere egli stesso, sempre nel 1859, Margritin dle violëtte (tratta dalle Dame aux cameliasGuera o pas?,  La partensa dij contingent, La caba-na dël Re Galantòm, La Lena dël Rociamlon, ecc.), alcuni dei quali ancora oggi rappresentati, a testimonianza di un’ epoca d’oro del teatro e della letteratura piemontesi.
La Compagnia del Nostro Teatro di Sinio, a quasi duecento anni dalla
di Dumas) e tanti altri testi teatrali (
sua nascita, vuole rendere omaggio a Federico Garelli con uno spettacolo tratto e liberamente adattato da tre suoi atti unici, i cui personaggi nulla hanno a che vedere tra di loro nella originale stesura, ma che qui si incontrano ed interagiscono in un alloggio affittato, l’uno dopo l’altro, nel corso dello svolgersi della commedia: quella “casa” del titolo che Garelli ha preparato per loro e nella quale li ha fatti vivere, con la loro felice carat-terizzazione, con la vivacità degli intrecci e con la brillantezza dei dialoghi e delle situazioni.
Alle prese con il problema degli affitti, di fastidiosi vicini di casa, di portiere e persone di servizio curiose ed intriganti, i protagonisti si troveranno, loro malgrado, invischiati in un mare di “pic- coli fastidi” cui cercheranno di dare una soluzione, alla ricerca di quella tranquillità e di quella “felicità” a cui anelano gli uomini di ogni tempo, offrendoci uno spaccato di ordinaria vita quotidiana che ci li fa sentire vicini, nonostante da loro ci separino quasi 150 anni, proprio per la loro umanità viva e palpitante.

 

 

 

 

 

   

Ass.culturale “Il Nostro Teatro” di Sinio
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Genere: comico/brillante

La Compagnia del Nostro Teatro di Sinio

presenta

A cà ‘d monsù Garelli

 

Commedia piemontese in due atti di

Oscar Barile liberamente tratta da tre atti unici di Federico Garelli con:

Monsù GumaGermano Giachino

Orsola  Graziella Grasso

                    Mariella Torrengo

Nunsiata – Paola Gallina

Marina Rista

Monsù PicassaOscar Barile

Pieghëtta – Emanuele Coraglia

Claudio Losinno

TomasinaLoredana Siciliano

Benedet -  Lorenzo Coraglia

Massimo Sandrone

Madama Litron – Madì Drello

Bianchina – Franca Marchisio

                    Marilena Biestro

GiginMargherita Barile

                Loredana Siciliano

Martin ScopassaDavide Genta

Marco Giachino

Veronica – Marilena Biestro

Monsù Galarin – Luciano Torrengo

Natalin PitòcaAlessio Rapallino

 

 

 

Collaborazione tecnica :

Ezio Denegri, Luigi Rosso  e Tere Garetto

 

Collaboratori alla scenografia :

Mario Veglio e Piera Lusso

 

Costumi : Sartoria della compagnia

 
Regia di Oscar Barile




 

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