Un uomo, una donna e un figlio, un rapporto d’amore e d’affetto incrinato dalla fretta, dalla disattenzione, dalle esigenze e dalle difficoltà di una vita vissuta a ritmi convulsi e frenetici, mentre le cose importanti vengono lasciate sempre più da parte, salvo poi rimpiangere le occasioni perdute o scivolate via, mentre il tempo inesorabilmente passa, presentando alla fine un conto difficile da saldare.
La difficoltà di essere genitori oggi, si dipana in un primo atto pieno di trovate e di ironia, che non riescono però a nascondere la fatica di coniugare la famiglia con il lavoro, la carriera, gli impegni e lo stress della vita di ogni giorno.

Nel secondo atto, più sommesso e crepuscolare, l’incontro/scontro tra i personaggi, oltre al rimpianto per il tempo perduto e per gli appuntamenti mancati, fa emergere la difficoltà di essere figli e di mantenere vivi i rapporti personali, in un mondo in cui tutti sembrano comunicare tra di loro in ogni momento, ma la comunicazione vera è sempre più difficoltosa.

 

L’uso del piemontese in una commedia di tematica ed ambientazione moderna, conferma la duttilità e le molteplici possibilità delle lingue regionali e dei dialetti locali, ricche di espressioni capaci di esprimere emozioni e sentimenti e di delineare con incisività situazioni e momenti di vita.

La Compagnia del Nostro Teatro di Sinio prosegue, con questo pezzo, il suo  lavoro di ricerca e di esplorazione della lingua e del dialetto piemontese, iniziato 23 anni fa e proseguito, per un decennio, con la messa in scena di testi classici del teatro regionale (di Eraldo Baretti, Nino Costa, A.Rossini, Federico Garelli, Gaetano Monticini, Carlo Gallo, Dino Belmondo, Margherita Brero, Vittorio Sivera, Luigi Oddoero); nel secondo decennio, la compagnia ha avviato, invece, una fase di sperimentazione, in particolare con le commedie di Oscar Barile (Viva la sposa, Mamma!!!, ‘N difet sol, Mè frel, …ën mancansa ‘d cavàj, Catlinin, Che dëstin gram!) e lo scorso anno con “J’isirari” di Silvio Viberti, nel tentativo di indicare strade che, nel rispetto della tradizione di un teatro che, soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento, è stato uno dei più vivi e fecondi d’Italia, contribuiscano a farne un teatro capace di rappresentare anche la vita e le aspirazioni degli uomini e delle donne di oggi.

Gli importanti riconoscimenti di questi ultimi anni (tra i quali, per i testi, tre premi della Regione Piemonte per “testi teatrali nelle lingue del Piemonte” negli anni 1998, 2000 e 2003 con pubblicazione nella collana di testi piemontesi della “Cà dë studi piemontéis”) e l’interesse del pubblico nei confronti di una lingua e di dialetti sempre meno parlati ma che hanno la forza del legame con le proprie radici, hanno confermato ed incoraggiato la Compagnia a proseguire nel suo lavoro di ricerca.

 

 

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1^ atto: brillante
2^ atto : drammatico

La Compagnia del Nostro Teatro di Sinio
presenta

 

Ra giòstra

a pé ‘nt ër cù

(La giòstra a pé ‘nt ël cul)

Commedia piemontese in due atti

di Oscar Barile

(segnalazione di merito con pubblicazione da parte della Regione Piemonte al “premio per un testo teatrale nelle lingue del Piemonte” edizione 2003/2004)

 

con:

 

Guido – Oscar Barile

 

Maria – Marilena Biestro

                  

Roberto ragazzo – Lorenzo Coraglia 

 

Roberto adulto - Emanuele Coraglia

 

 

Collaborazione tecnica :

 Enzo Capra, Ezio Denegri

Loredana Siciliano e Gian Carlo Pescarolo

 

Collaboratore alla scenografia :

Oreste Durio

 

Effetti musicali: Livio Sacco

 

Costumi : sartoria della compagnia

 

Regia di Oscar Barile






 

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